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Iperammortamento 2026: cos’è, come funziona e quando conviene davvero alle imprese

Iperammortamento 2026: cos’è, come funziona e quando conviene davvero alle imprese

20 Dicembre 2025

L’iperammortamento 2026 torna al centro del dibattito fiscale come uno degli strumenti più potenti – ma anche più complessi – per incentivare gli investimenti delle imprese italiane. Dopo anni dominati dal credito d’imposta 4.0, la Legge di Bilancio 2026 riporta in primo piano una logica “classica”: non un credito da compensare, ma una maxi deduzione fiscale che riduce direttamente il reddito imponibile.

Per molti imprenditori, soprattutto micro e piccole imprese con fatturati tra 500 mila e 5 milioni di euro, la domanda è una sola: conviene davvero?
E soprattutto: quando è meglio scegliere l’iperammortamento e quando invece il credito d’imposta 4.0 resta la soluzione più efficace?

In questo articolo rispondiamo in modo chiaro, non tecnico e orientato alle decisioni, spiegando:

  • cos’è l’iperammortamento 2026;
  • come funziona concretamente;
  • le differenze reali rispetto al credito d’imposta;
  • i pro e i contro;
  • quali beni possono beneficiarne;
  • quando ha senso usarlo e quando no, soprattutto per le PMI.

Cos’è l’iperammortamento 2026 e perché torna in vigore

L’iperammortamento 2026 è un’agevolazione fiscale che consente alle imprese di dedurre fiscalmente un importo superiore al costo reale dei beni strumentali nuovi acquistati.

In pratica, lo Stato permette di “gonfiare” il costo del bene solo ai fini fiscali, aumentando le quote di ammortamento deducibili e riducendo così:

  • il reddito imponibile;
  • le imposte da pagare (IRES o IRPEF).

Un esempio semplice

Un macchinario costa 100.000 euro.
Con l’iperammortamento:

  • a bilancio resta 100.000 euro;
  • fiscalmente può valere fino a 180.000 o 220.000 euro.

La differenza non è denaro incassato, ma meno tasse nel tempo.

Come cambia rispetto ai precedenti incentivi

Negli ultimi anni le imprese si sono abituate soprattutto a:

  • credito d’imposta 4.0;
  • contributi a fondo perduto;
  • incentivi cumulabili e “finanziari”.

L’iperammortamento segna un cambio di logica:

IperammortamentoCredito d’imposta
Deduzione fiscaleCredito compensabile
Agisce sul redditoAgisce sull’F24
Vantaggio gradualeVantaggio più immediato
Dipende dagli utiliUsabile anche con utili bassi

È un incentivo più fiscale che finanziario.
E questo punto è cruciale per capirne la convenienza.

Qual è l’obiettivo dell’iperammortamento

L’obiettivo non è solo far investire, ma orientare gli investimenti verso:

  • digitalizzazione dei processi;
  • automazione;
  • efficienza energetica;
  • riduzione dei consumi.

Non a caso, le aliquote più elevate sono riservate ai beni con impatto energetico misurabile.

Iperammortamento e credito d’imposta: cosa cambia davvero

Molti imprenditori pensano: “alla fine sempre di risparmio fiscale si tratta”.
In realtà il meccanismo è completamente diverso.

Credito d’imposta 4.0

  • recuperi una percentuale della spesa;
  • la compensi in F24;
  • è indipendente dal reddito;
  • è più “liquido”.

Iperammortamento

  • non recuperi denaro;
  • riduci le tasse future;
  • funziona solo se hai utili;
  • è più potente nel lungo periodo.

Sintesi pratica

  • Imprese con utili stabili → iperammortamento interessante
  • Imprese con margini bassi o incostanti → credito d’imposta spesso migliore

Iperammortamento 2026: scadenze e tempistiche

Per accedere all’agevolazione è fondamentale rispettare le tempistiche.

Periodo agevolato

  • Investimenti effettuati entro 31 dicembre 2026
  • Completamento entro 30 giugno 2027 se:
    • ordine accettato;
    • acconto minimo del 20% versato entro il 2026.

Chi sbaglia le date perde tutto il beneficio.

Aliquote iperammortamento: deduzione fino al 220%

L’iperammortamento non è uguale per tutti.
Le aliquote variano in base a:

  • importo dell’investimento;
  • impatto energetico.

Tabelle di sintesi

Fascia investimentoAliquota standardAliquota “green”
Fino a 2,5 mln €180%220%
2,5 – 10 mln €100%140%
10 – 20 mln €50%90%

Quando scatta l’aliquota “green”

Serve dimostrare:

  • riduzione consumi ≥ 3% del sito produttivo, oppure
  • riduzione ≥ 5% del processo.

Qui entra in gioco la perizia tecnica.

Requisiti per accedere all’iperammortamento

Possono accedere le imprese che:

  • acquistano beni nuovi;
  • operano in Italia;
  • sono in regola fiscalmente;
  • usano i beni nella propria attività.

Sono esclusi

  • beni usati;
  • beni meramente patrimoniali;
  • beni non strumentali;
  • beni in leasing (salvo riscatto).

Quali sono i beni agevolabili

Qui arriva il punto più delicato, soprattutto per le microimprese.

Beni tipicamente agevolabili

  • macchinari di produzione;
  • impianti automatizzati;
  • linee produttive interconnesse;
  • software di gestione industriale;
  • sistemi di monitoraggio energetico.

Quali beni interessano davvero le microimprese (500k – 5 mln)

Per molte PMI l’iperammortamento non riguarda mega impianti, ma beni concreti.

Esempi realistici

  • macchine CNC;
  • torni e frese interconnesse;
  • impianti di confezionamento automatico;
  • software MES e ERP evoluti;
  • sistemi di controllo consumi;
  • magazzini automatizzati;
  • robot collaborativi;
  • impianti di refrigerazione efficienti;
  • compressori a basso consumo;
  • sistemi di recupero energetico.

Errore comune: pensare che servano investimenti “da grande industria”.

Chi può beneficiare dell’iperammortamento

Possono accedere:

  • SRL e SPA;
  • società di persone;
  • imprese individuali in ordinaria;
  • cooperative.

Non conta la forma giuridica, ma la sostanza dell’investimento.

Come funziona l’iperammortamento 2026

L’iperammortamento:

  • non abbassa direttamente le tasse;
  • aumenta le quote deducibili;
  • produce un vantaggio spalmato nel tempo.

Punto chiave

Se l’impresa:

  • non genera reddito;
  • ha perdite fiscali;
  • ha imponibili bassi;

il beneficio resta sulla carta.

Esempi pratici di funzionamento

Caso 1 – Investimento “standard”

  • costo: 100.000 €
  • aliquota: 180%
  • maggiorazione: 80.000 €

Risparmio fiscale totale (IRES 24%): 19.200 €

Caso 2 – Investimento “green”

  • costo: 200.000 €
  • aliquota: 220%
  • maggiorazione: 240.000 €

Risparmio fiscale: 57.600 €


Come accedere all’iperammortamento: le fasi

  1. Pianificazione
    Verifica bene e requisiti.
  2. Ordine e acconto
    20% entro il 2026.
  3. Installazione
    Bene operativo entro giugno 2027.
  4. Perizia tecnica
    Fondamentale e obbligatoria.
  5. Gestione fiscale
    Applicazione in dichiarazione.

Criticità dell’iperammortamento

Qui serve molta onestà.

I principali contro

  • beneficio lento;
  • dipende dagli utili;
  • burocrazia tecnica;
  • rischio di errori formali;
  • perizia costosa;
  • difficile da “spiegare” in azienda.

Per una microimpresa non pianificata, può essere una trappola.

Opportunità dell’iperammortamento

Quando invece funziona:

  • riduce il carico fiscale strutturalmente;
  • incentiva investimenti intelligenti;
  • migliora l’efficienza aziendale;
  • spinge verso tecnologia e sostenibilità.

Iperammortamento e credito d’imposta 4.0: cumulabilità

Nel 2026:

  • non sono cumulabili sullo stesso bene;
  • bisogna scegliere uno solo.

Scelta sbagliata = perdita di valore.

Iperammortamento e altri incentivi

Può essere cumulato solo sulla parte non agevolata.

Esempio

  • costo bene: 100.000 €
  • contributo: 20.000 €
  • base iperammortamento: 80.000 €

Beni locati: attenzione

Se il bene:

  • è affittato a terzi;
  • non è strumentale;

niente iperammortamento.

Iperammortamento o credito d’imposta: cosa conviene davvero

Conviene l’iperammortamento se:

  • hai utili stabili;
  • investi in beni produttivi;
  • guardi al medio-lungo periodo.

Conviene il credito d’imposta se:

  • hai margini bassi;
  • vuoi liquidità;
  • temi la burocrazia;
  • investi “una tantum”.

Un incentivo potente, ma non per tutti

L’iperammortamento 2026 non è “meglio” del credito d’imposta.
È diverso.

Per le microimprese può essere:

  • un acceleratore fiscale, oppure
  • un incentivo sprecato.

Tutto dipende da:

  • redditività;
  • pianificazione;
  • tipo di investimento.

Se questo tema riguarda i tuoi investimenti futuri, la scelta non va improvvisata.
La differenza tra incentivo sfruttato e incentivo perso è tutta nella pianificazione.

Iperammortamento 2026: cos’è, come funziona e quando conviene davvero alle imprese
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